Consigli utili su matrimonio, famiglia, separazione e divorzioInformazioni chiare per scegliere con maggiore consapevolezza
Dati italiani

Numeri, casi frequenti e FAQ

I dati aiutano a capire come sta cambiando la famiglia italiana; i casi pratici aiutano invece a trasformare una situazione personale in domande più precise.

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Istat, anno 2024

La famiglia italiana nei numeri

Il rapporto Istat pubblicato il 19 gennaio 2026 offre i dati definitivi più recenti disponibili per l'anno 2024 su matrimoni, separazioni e divorzi.

173.272matrimoni nel 2024, -5,9% sul 2023
75.014separazioni, -9,0% sul 2023
77.364divorzi, -3,1% sul 2023
74,8%matrimoni con separazione dei beni
31,9%separazioni concluse con procedura extragiudiziale
72,6%quota consensuale dei divorzi
Casi frequenti

Le situazioni che generano più domande

“La casa è intestata a uno solo, ma l'abbiamo pagata insieme”

Intestazione, regime patrimoniale, provenienza delle somme e modalità di pagamento devono essere ricostruiti separatamente.

“Siamo d'accordo su tutto tranne i figli”

È proprio la parte che richiede maggiore precisione: calendario, scuola, salute, vacanze e spese devono essere sostenibili nel tempo.

“Uno dei genitori vuole trasferirsi”

Un trasferimento che incide sui rapporti del figlio con l'altro genitore e sulla sua organizzazione quotidiana richiede particolare attenzione.

“Mio figlio è maggiorenne: il mantenimento finisce?”

La maggiore età non coincide automaticamente con l'indipendenza economica. La situazione va valutata concretamente.

“Mi sposo per la seconda volta”

Figli di precedenti relazioni, proprietà immobiliari e successione rendono utile una pianificazione più accurata.

“Conviviamo ma non siamo sposati”

La convivenza ha una disciplina propria e non produce automaticamente gli stessi effetti del matrimonio.

Domande frequenti

Risposte rapide per orientarsi

Per separarsi bisogna sempre andare in Tribunale?

No. Esistono procedure extragiudiziali per le situazioni che rispettano i requisiti previsti dalla legge, tra cui negoziazione assistita e, in determinati casi, accordo davanti all'Ufficiale di Stato Civile.

Affidamento condiviso significa metà tempo per ciascun genitore?

No. Non esiste una divisione matematica obbligatoria: occorre considerare l'interesse del figlio e l'organizzazione concreta.

Chi tradisce perde automaticamente casa o figli?

No. Le questioni coniugali, patrimoniali e relative ai figli hanno presupposti differenti e non vanno confuse.

Chi è proprietario della casa ha sempre diritto a viverci dopo la separazione?

Non necessariamente. Proprietà e assegnazione della casa familiare sono questioni giuridicamente diverse, soprattutto in presenza di figli.

Dopo quanto tempo dalla separazione si può chiedere il divorzio?

In linea generale sei mesi nelle separazioni consensuali e dodici mesi in quelle giudiziali, secondo le decorrenze previste dalla legge.

Un accordo privato scritto dai coniugi è sempre sufficiente?

No. Forma, contenuto e materia regolata possono incidere sulla validità e sull'efficacia dell'accordo.

La separazione dei beni è sempre la scelta migliore?

No. È una scelta molto diffusa, ma va valutata in relazione al patrimonio, alle attività professionali e agli obiettivi della coppia.

È meglio accordarsi o andare davanti al giudice?

Un accordo è utile se è chiaro, sostenibile e tutela adeguatamente le persone coinvolte, soprattutto i figli. Non è vantaggioso accettare condizioni inique soltanto per chiudere rapidamente.

Fonti istituzionali

Dove verificare norme e statistiche

Istat: “Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024”, pubblicato il 19 gennaio 2026: istat.it.

Normattiva: Legge 6 maggio 2015, n. 55 sul cosiddetto divorzio breve: normattiva.it.

Ministero della Giustizia: informazioni sulla negoziazione assistita familiare disponibili attraverso i siti degli uffici giudiziari: giustizia.it.